Lo smart working fa bene all’ambiente

Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo familiarizzato un po’ tutti con il concetto di smart working o lavoro agile.

Fino al 2019 il lavoro da remoto era riservato perlopiù a partite Iva e nomadi digitali. L’esplosione della pandemia da Covid-19 ha costretto tutti a riorganizzare le modalità di svolgimento delle proprie attività e ha rappresentato uno straordinario acceleratore di un processo – quello della digital disruption o rivoluzione digitale – che era già in atto anche in Italia, ma con tempi molto più lenti rispetto ad altri paesi, come gli Stati Uniti.

Liberi professionisti, dipendenti privati e della pubblica amministrazione, a partire da marzo 2020 hanno avuto la possibilità di lavorare stabilmente da casa o da un luogo a scelta, diverso dall’ufficio, con orari più o meno flessibili. La routine quotidiana, per molti di noi, è cambiata in maniera radicale. Niente più spostamenti in auto o in scooter, casa-ufficio e ufficio-casa. Niente più bottigliette di plastica da tenere sulla scrivania.

Qual è stato l’impatto ambientale di questi cambiamenti? Il mancato uso dell’automobile si è tradotto in un abbattimento delle emissioni (e dei rumori) inquinanti nell’aria. Quindi, meno inquinamento atmosferico e meno inquinamento acustico. Negli uffici i consumi per luce, acqua e riscaldamento sono calati notevolmente. Anche se, proprio per lo smart working, il consumo di energia è invece aumentato in ambito domestico. Infine, sono stati prodotti meno rifiuti. Basti pensare alle mancate pause caffè alla macchinetta: meno bottigliette d’acqua, meno bicchieri e meno palette di plastica.

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Lockdown: anche un po’ di uomini “menati”

La pubblicità tedesca contro la violenza… femminile

Boom di uomini vittime di violenza domestica durante il lockdown in Germania
L’aumento delle violenze domestiche è stato uno degli effetti collaterali dei lockdown durante la pandemia.

Un fenomeno che ha colpito soprattutto donne e bambini. Ma tra le vittime ci sono anche uomini. E sono più di quelli che si potrebbe immaginare.

Lo hanno compreso in Germania con i dati alla mano del telefono verde antiviolenze dedicato all’universo maschile, “Hilfetelfon Gewalt an Männern” (“Violenze contro gli uomini”): nel 2020, sono state quasi 2mila le richieste di aiuto gestite dagli operatori del servizio, che finora ha coperto solo due regioni del Paese, la Baviera e il Nord Reno-Westfalia.

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Torniamo a parlare di Whats App

Nell’ultima settimana decine di milioni di persone in tutto il mondo hanno scaricato le applicazioni di messaggistica Signal (1,3 milioni in un giorno) e Telegram (25 milioni in tre giorni) perché la più nota — e usata da due miliardi di persone — Whatsapp modificherà le sue condizioni d’uso, e l’ha comunicato in modo un po’ maldestro.

O per usare le parole del Garante italiano per la privacy, che ha avvisato i suoi omologhi europei e non esclude interventi d’urgenza: «Poco chiaro e non idoneo a consentire la manifestazione di una volontà libera e consapevole». «Questo aggiornamento fornisce ulteriore trasparenza e non influisce sulla privacy» ha risposto un portavoce dell’app.

Cosa cambia, quindi? Dal 15 maggio, per continuare a usare Whatsapp bisognerà accettare le nuove condizioni (sarà l’app a chiedervelo con un avviso entro il 15 maggio, se non l’ha già fatto). La scadenza era fissata all’8 febbraio, poi Whatsapp l’ha posticipata di tre mesi per – dice – dare più tempo alle persone di rivedere e capire le novità e fare chiarezza sulle informazioni errate (leggi: per sedare le polemiche e le preoccupazioni dei garanti). In Italia e nel resto d’Europa, dove dal 2018 è in vigore il regolamento per la privacy Gdpr che fra le altre cose impone la trasparenza auspicata dal nostro Garante, i cambiamenti sono minimi: Facebook, che ha comprato Whatsapp nel 2014, continuerà a vedere «l’indirizzo mail con cui gli utenti si registrano all’app o le informazioni sul dispositivo da cui viene utilizzata» e continuerà a non poter usare queste informazioni per «l’invio di pubblicità o contenuti targhetizzati» come spiega l’avvocato Ernesto Belisario.

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Quei furbastri di WhatsApp

L’informativa che appare su WhatsApp in merito alle nuove norme per la privacy.

Una schermata appare da alcuni giorni sui telefonini degli utenti WhatsApp, si chiede di aderire alle nuove normative in tema di privacy. In alternativa: rinunciare all’applicazione a partire dal 8 febbraio 2021!

Sono andato a spulciarmi le informative sui nuovi termini di servizio dell’applicazione WhatsApp.
In effetti il Team non è molto chiaro, almeno stando alla videata principale che appare sul cellulare. Si dipanano i dubbi andando a spulciare sui link.

Questa è una variante del “contratto”, rispetto all’ultima del 28/01/2020, ed è datata 04/01/2021. Questa darebbe tempo fino al 08/02/2021 per accettare le nuove disposizioni o, in alternativa, rinunciare al proprio account WhatsApp.

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Addio a Instagram!

Bye bye Instagram

Da tempo l’account Instragram di Meteogenova.it era stato disattivato ed era scomparso tra le icone dei social sul sito web: disattivato ma presente.

Oggi Instagram @meteogenova non esiste più, è stato cancellato definitivamente.

Quello che accade in questi ultimi tempi nel mondo dei social mi piace sempre meno e la faccenda Twitter-Trump me ne da conferma.

Sia chiaro, io non sono un Trumpista, anzi: quel pazzo rappresenta una delle mie preoccupazioni quotidiane e la paura che possa essere rieletto, perché buona parte degli statunitensi -a mio avviso- è idiota quanto buona parte degli italiani, è l’incubo costante.

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E adesso sono cinguettii amari…

Donald Trump

Usa, Twitter smentisce Trump per la prima volta. L’ira di Trump si e’ sfogata subito sulla stessa piattaforma, con accuse pesanti. “Twitter sta interferendo nelle elezioni presidenziali 2020.

Stanno dicendo che la mia dichiarazione sul voto per posta, che porterà ad una massiccia corruzione e alla frode, non e’ corretta, basandosi sul fact-checking delle Fake News Cnn e del Washington Post”, ha twittato. “Twitter sta completamente sopprimendo la liberta’ di parola ed io, come presidente, non consentirò che accada!”, ha aggiunto.

Clicca qui per leggere l’articolo dell’Ansa