Ci impongono Astrazeneca

Prima era dedicato esclusivamente agli under 55, perché mancavano dati clinici completi sulle fasce più anziane.

Poi la soglia è stata innalzata a 65 anni, c’è stato lo stop europeo necessario per fare accertamenti sulle trombosi rare e alla fine è scattata l’autorizzazione solo per gli over 60. Praticamente il contrario rispetto alla prima indicazione.

Ma ora, per la quarta volta nel giro di pochi mesi, le regole sulla somministrazione del vaccino Astrazeneca rischiano di cambiare di nuovo. Andando a complicare una matassa già di per sé aggrovigliata, tra scarsa fiducia dei cittadini sul siero, comunicazione istituzionale praticamente assente e contenziosi dell’Ue con la casa farmaceutica per i ritardi nelle consegne.

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Biontech conferma la necessità di una terza dose Pfizer dopo 9 mesi

Il fondatore della BioNTech, Ugur Sahin, lo scienziato tedesco di origine turche dietro il vaccino Pfizer, prevede la necessità di una terza somministrazione di siero anti-Covid.

“Nel tempo la protezione del vaccino contro il virus diminuisce, con il calo degli anticorpi”, ha detto lo scienziato in un incontro in video organizzato dalla Stampa estera in Germania, “dunque sarà necessaria una terza vaccinazione: secondo le mie stime dopo nove mesi dalla seconda somministrazione, al massimo dopo 12 mesi”, e poi “mi aspetto che probabilmente sarà necessario ottenere un altro richiamo ogni anno, o forse di nuovo ogni 18 mesi”, ha aggiunto.

L’annuncio di Sahin arriva dopo una serie di voci che avevano già sollevato la necessità di far fronte alla perdita di immunità nel corso del tempo. Quello che non era chiaro ancora erano i mesi di copertura garantiti dal vaccino di Pfizer, su cui l’Ue ha puntato buona parte della sua campagna di vaccinazione. Non a caso, proprio in questi giorni la Commissione europea starebbe chiudendo un accordo per la fornitura di 1,8 miliardi di dosi da Pfizer per il 2022-2023.

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Danimarca esclude Astra Zeneca!

La Danimarca sospende definitivamente dalla sua campagna vaccinale Vaxzevria di Astra Zeneca e, molto probabilmente, non prenderà neppure in considerazione il monodose Johnson & Johnson.

Adesso, l’UE si stà sempre più orientando verso vaccini di tipo mRNA, a vettore virale; quelli che utilizzano l’RNA messaggero al momento sono Pfizer e Moderna. Nelle prossime settimane sono attesi Novavax e Curevax e solo quest’ultimo è in modalità mRNA.

Per quanto riguarda J&J, di cui l’Italia ha acquisito 184.000 dosi (il farmaco è monodose a differenza degli altri che necessitano di richiamo), l’AIFA ha deciso la momentanea sospensione della distribuzione in attesa di una verifica di FDA ed EMA.

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Johnson & Johnson come Astra Zeneca?

Mentre in Europa ci sono ancora in ballo discussioni sui rischi inerenti la somministrazione del vaccino Vaxzevria di Astra Zeneca in riferimento a sesso e fasce di età, in USA la FDA ha chiesto la sospensione della distribuzione del vaccino Hanssen della Johnson & Johnson in attesa di nuovi esami sulla sua sicurezza.

La sospensione è legata a sei casi negli Stati Uniti che hanno sviluppato una malattia rara generante coaguli di sangue nelle due settimane successive alla vaccinazione.

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Scaricabarile di EMA sui singoli stati

Il comitato per la sicurezza dell’Agenzia Europea per i Farmaci Ema ( PRAC ) ha concluso oggi che i «coaguli di sangue insoliti con piastrine basse» dovrebbero essere elencati come effetti collaterali molto rari di Vaxzevria (il vaccino di AstraZeneca) e parla di «forte legame» con il vaccino.

La frequenza è difficile da valutare, dice l’agenzia, ma menziona la cifra di circa «1 caso su 100mila, o più».

Sulla base di questo, spiega EMA, le autorità nazionali potranno «decidere come vorrebbero vaccinare e con quale tipo di vaccino». L’uso del vaccino AstraZeneca potrebbe essere raccomandato sopra i 60 anni.

L’indicazione potrebbe essere accolta da tutti i Paesi Ue in una posizione unitaria attualmente in discussione.

Ancora problemi con AstraZeneca

Torna puntualmente a far parlare di sé il vaccino più contestato nella storia del Covid-19.

I Paesi Bassi, infatti, sospendono temporaneamente la vaccinazione delle persone di età inferiore ai 60 anni con il vaccino AstraZeneca. Lo ha annunciato oggi il ministero della Salute olandese, stando a quanto scrive l’agenzia di stampa Anp.

Il quotidiano olandese Volkskrant riferisce che la misura è stata adottata per precauzione, dopo che sono stati registrati alcuni casi di effetti collaterali, con trombosi estesa in combinazione con un basso numero di piastrine dopo la vaccinazione con il vaccino AstraZeneca.

L’effetto indesiderato si è verificato da 7 a 10 giorni dopo la vaccinazione in donne di età compresa tra 25 e 65 anni. Ciò ha spinto il ministero della Salute a prendere la decisione odierna. Recentemente Berlino ha sospeso la somministrazione del vaccino di AstraZeneca per gli under 60 dopo nuovi casi “gravi” di trombosi cerebrale.

Da AstraZeneca a Vaxzevria

Continua il tiramolla su AstraZeneca e mentre l’EMA garantisce che non c’è rischio legato all’età, Canada e Germania ne limitano la somministrazione agli under 55 e 60.
Intanto la multinazionale anglo-svedese cambia nome e diventa Vaxzevria, forse nella speranza di ricrearsi una verginità almeno nei confronti degli allocchi; in realtà AstraZeneca non era il nome del farmaco ora registrato col nuovo nome. Sostituito anche il bugiardino dove sono stati aggiunti tra gli effetti collaterali anche i recenti casi di trombosi.
Ma tanto per stare tranquilli, vediamo cosa dice il nuovo bugiardino:

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Stop ad AstraZeneca dall’AIFA

La somministrazione del vaccino di AstraZeneca è stata ufficialmente fermata anche in Italia per provvedimento dell’agenzia italiana del farmaco AIFA. Lo stesso provvedimento è stato oggi adottato anche da Francia e Germania.

Palazzo Chigi parla di “sospensione temporanea e cautelativa” a seguito di un colloquio tra il Presidente del Consiglio Mario Draghi e il Ministro della Salute Roberto Speranza.

Durante la giornata Speranza ha avuto colloqui anche con i ministri della Salute di Germania, Francia e Spagna”, spiegano fonti del Ministero della Salute.

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Anche l’Irlanda sospende AstraZeneca

La Commissione Consultiva Vaccinale irlandese ha raccomandato la temporanea sospensione della somministrazione del vaccino contro il Covid-19 di AstraZeneca in seguito ai casi di trombi segnalati in alcuni pazienti che avevano ricevuto il siero. Lo riferisce il ministero della Salute di Dublino.

La Commissione ha diffuso la raccomandazione in seguito alle nuove informazioni giunte dall’agenzia del farmaco norvegese, secondo la quale i pazienti ricoverati per sospette reazioni avverse al vaccino stanno manifestando emorragie, trombi e calo del numero di piastrine. I trombi segnalati in una trentina di pazienti avevano già spinto 7 nazioni, tra cui la Norvegia, a sospendere l’inoculazione del siero.

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Liguria circondata

Siamo gialli ma isolati, circondati da regioni irraggiungibili perché arancioni. Sì, potremmo forse andare in Sardegna, ma lei è bianca e non ci vogliono, e comunque non certo col biglietto dell’autobus (pensiero da vecchio genovese: “…mica ce l’hanno ancora messi lì i popolari”! (Govi docet.)

La misera libertà data oggi dall’essere una zona gialla viene così miseramente vanificata. Vediamo comunque come la storia evolutiva del virus nella nostra regione, stando ai dati del Ministero della Salute.

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