Marassi: origini del nome

Chi conosce Genova – pur magari non vivendoci – non può non aver sentito parlare del quartiere di Marassi, situato in bassa Val Bisagno. Chi non abita in città sente spesso questo nome abbinato allo stadio Ferraris oppure al carcere, o ancora all’omonimo album degli Ex-Otago pubblicato nel 2016. Ma qual è l’origine del nome di questo quartiere?

Marassi – che fino al 1873 era un comune autonomo e poi con un Regio Decreto venne inglobato da Genova insieme ad altri cinque comuni (San Francesco d’Albaro, San Martino, Staglieno, San Fruttuoso e Foce) – vanta uno dei nomi più antichi dei quartieri cittadini.

Il nome deriva da due termini che risalgono a prima dell’arrivo dei romani: “mar”, parola che derivava dal greco e significava “palude salmastra”, e “asc”, antico suffisso ligure che indicava un corso d’acqua. E dunque il nome indicava la vasta palude che si formava alla foce del Bisagno e del Fereggiano.

A Nervi contro la cementificazione

Il ponte di Nervi

Genova. Il circolo nuova ecologia di Legambiente ha indetto una nuova manifestazione per protestare contro le opere in costruzione a Nervi: dopo il nuovo porticciolo, sotto accusa i lavori in corso per la messa in sicurezza della foce (e qualcosa di più) del torrente, considerati dagli attivisti un anacronistico e pericolo intervento di cementificazione.

“L’alveo dei torrenti non deve essere ulteriormente occupato da manufatti di cemento e una vegetazione selezionata e non invasiva deve potersi sviluppare lungo le rive – si legge nel volantino informativo che chiama al presidiio – significa anche evitare gli scavi che approfondiscono l’alveo dei torrenti: lo scavo apparentemente dà più spazio all’acqua ma in realtà fa più danni che benefici perché aumenta l’instabilità delle sponde e accelera la velocità dell’erosione e il rischio di esondazioni”.

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Non è un paese per bici

Via Fiume

Genova non è una città per ciclisti, questo è un dato di fatto che giorno dopo giorno sta venendo a galla dopo il discutibile entusiasmo di Palazzo Tursi per l’espansione spasmodica delle due ruote a pedali nell’uso cittadino.

Dopo il rallentamento del traffico in Corso Italia e successivi “ripennellamenti” del tracciato, dopo il dietrofront di Corso Torino troppo facilmente tinteggiata e poi cancellata (senza parlare della tragedia di Marassi con la morte di una donna finita sotto le ruote di un bus con un monopattino elettrico): tocca ora alla parte finale di Via Fiume con una assurda pista ciclabile all’interno di una corsia per i bus con curva pericolosissima in direzione Via XX Settembre.

I sindacati dell’AMT hanno segnalato l’elevato rischio nella svolta da parte dei mezzi pubblici con l’interposizione di ciclisti.

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La magia della Caligo

E’ stata come una magia quella che ieri sera (24 febbraio 2021) ha ammantato Genova: il fenomeno della caligo.

Genova lo conosce bene ma è comunque un evento raro, un’idrometeora che si sviluppa solo in particolari condizioni, l’acqua molto fredda in superficie e l’aria più calda del normale che soffia da Scirocco, carica di umidità. Il risultato è la rapida condensazione dell’aria in goccioline che rimangono in sospensione con un effetto nebbia, densa come il cotone, che si concentra sul litorale e si insinua tra le case fino a generare una sorta di luogo da favola.

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La tv britannica sul trenino di Casella

“Un viaggio tra le montagne della Riviera italiana su uno storico treno del 1920 restaurato”, comincia così la presentazione del quarto episodio della nuova e seguitissima serie di documentari “The World’s Most Scenic Railway Journeys” che la tv britannica Channel 5 dedica a territori e paesaggi suggestivi da scoprire in treno.

Ed è proprio “salendo” a bordo del trenino di Casella (presentato grazie alla disponibilità di Amt) che venerdì scorso, in prima serata, il famoso attore inglese Bill Nighy ha accompagnato i suoi spettatori lungo quegli incantevoli scenari che il nostro territorio, dall’entroterra al mare, può offrire. Le immagini, riprese anche da un drone, mostrano aspetti e angolazioni che ne esaltano ulteriormente la bellezza.

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Addio “Antico Borgo”

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Dopo un anno durissimo, è arrivato il momento fermarci.
Difficile trovare le parole, quindi lo scriviamo e basta: salutiamo definitivamente la nostra esperienza qui alla pizzeria.
Sono stati anni bellissimi, insieme ai nostri clienti, che sono diventati anche amici.
Purtroppo noi ci fermiamo qui.
Grazie a chi è stato con noi!
Paolo e Michel
a.

Con questo annuncio dei gestori Paolo e Michela sulla pagina facebook, si conclude l’attività della pizzeria “Antico Borgo” di Boccadasse; un ritrovo famoso per la qualità dei prodotti (pizze, focacce, farinate) e la simpatia dei gestori che, purtroppo, non sono riusciti a sostenere l’ennesima mazzata economica data dal Covid-19 e dalle leggi che cercano di arginarne la diffusione.

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Botti: ordinanza disattesa

A Capodanno proprio no. La cittadinanza è stata pronta a sopportare qualsiasi divieto – e nel 2020 i divieti sono stati molti, necessari ma decisamente tanti, però l’ordinanza del sindaco Bucci sul divieto dell’utilizzo di fuochi d’artificio a fine anno, quella proprio no.

E alla mezzanotte Genova si è trasformata in una sorta di sobborgo napoletano, pareva Fuorigrotta.

Dopotutto l’ordinanza è arrivata il 30 dicembre e la gente le scorte di petardi, razzi e quanti altri prodotti incendiari li aveva già fatti.

Se i soldi non sono andati nel cenone, sicuramente la via dei fuochi artificiali l’hanno presa: e come fargli una colpa ai genovesi?

Per una volta lo sfogo, il desiderio di esplodere o far esplodere ha superato la storica tirchieria.

Intanto giunge notizia dalla Valpolcevera che in via Perlasca è divampato il primo incendio del 2021; si tratterebbe di un capannone colpito da alcuni fuochi d’artificio. I vigili del fuoco sono già sul posto.

Ancora Buon Anno a tutti.