La Superlega e quel veleno chiamato JP Morgan

La protesta dei tifosi del Chelsea

Quando i super-ricchi fanno schifo, anzi fanno talmente schifo che riescono persino a disintegrare quella droga che da un secolo tiene sotto scacco più della metà del pianeta: il calcio.

Questo è successo nelle ultime ore con la faccenda della Superlega alimentata da quel marciume finanziario che è rappresentato dalla JP Morgan statunitense, subito interessata all’affare: anche se negli Stati Uniti, del calcio (o soccer come da loro definito) non è mai fregato nulla.

E’ giusto ricordare che la JP Morgan fu motore trainante del crack immobiliare degli anni ’90, che portò nel guano mezzo mondo, disintegrando il capitale delle banche e di centinaia di milioni di investitori e correntisti con il risultato di problemi finanziari che si sono trascinati fino ad oggi.

La JP Morgan, che deve pagare oltre 920 milioni di dollari di multa per protratte operazioni di manipolazione del mercato nel campo dei titoli Futures, altra grande fregatura internazionale con cui moltissimi Comuni e privati anche del nostro paese si sono rovinati.

Diciamo quindi che l’input alle grandi blasonate del calcio europeo è arrivato da questa creazione dei Rockfeller fondata da Aaron Burr, un politicante americano che fu anche vicepresidente USA sotto il governo di Thomas Jefferson e grande saltimbanco nel partito della convenienza, passando dal governo federale di allora all’unione democratico-repubblicana.

E regolarmente, dove mette mano la JP Morgan, scoppia (scusate il francesismo) una merda!

Infatti, tornando a bomba, la Superlega nel giro di 48 ore, ha perso parecchi pezzi.

Dopo il parere contrario di UEFA ed altre federazioni sportive, è arrivata la protesta dei tifosi di molte squadre e questa possono rappresentare un mancato introito di denaro per l’immediato futuro, con proteste a partire da abbonamenti mancati nei campi sportivi e nelle tv a pagamento.

Risultato: si sono già sfilate via il Milan, l’Inter, tutti e 6 i club inglesi, il Barcellona sta andando verso il no, la Juventus ci resterebbe ma senza i tifosi che hanno detto compattamente no e vivamente protestato contro i dirigenti.

La privatizzazione del calcio dei ricchi parte quindi malissimo, e tutti noi, miseri appassionati, speriamo finisca in una disfatta totale.

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