Covid-19: i contagiati sono 16 milioni

Il bilancio dei casi di coronavirus a livello globale ha superato questa mattina la soglia dei 16 milioni: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Secondo i dati dell’università americana i contagi nel mondo hanno raggiunto quota 16.046.986, inclusi 644.528 morti. Dall’inizio della pandemia sono guarite 9.262.520 persone.

STATI UNITI – Sono 68.212 i nuovi casi di coronavirus registrati negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore. E’ il nuovo bilancio diffuso dalla Johns Hopkins University. Salgono così a 4.174.437 i casi di positività nel Paese. Il numero delle vittime è stabile sui 146.391, di cui 1.067 nelle ultime 24 ore.

BRASILE – Il Brasile ha registrato ieri 51.147 nuovi casi di coronavirus: si tratta del quarto giorno consecutivo che nel Paese i contagi superano quota 50.000 in sole 24 ore. Secondo i dati del ministero della Sanità, riporta la Cnn, il bilancio complessivo delle infezioni sale così a 2,39 milioni. Allo stesso tempo, vi sono stati ulteriori 1.211 decessi, per un totale dall’inizio della pandemia di 86.449 vittime. Per il Brasile questa è stata una settimana record, con ben 321.623 nuovi casi, ha sottolineato il ministero.

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Covid -19 sull’altalena

Assessore Sonia Viale

Genova – «Sì, siamo entrati tra le regioni con indice di contagio (Rt) superiore a uno. Ma i parametri considerati dall’ Istituto superiore di sanità sono trentatrè e bisogna guardarli tutti: per quanto riguarda la capacità di tracciare e isolare i contagiati siamo in netto miglioramento».

Parola dell’assessore alla Sanità Sonia Viale secondo cui l’esplosione del cluster del sushi restaurant a Savona ha avuto l’effetto di mettere seriamente alla prova, dopo settimane di sostanziale bonaccia, il sistema epidemiologico di Alisa e delle Asl (in questo caso quella savonese).

Il risultato, dal punto di vista del controllo dell’epidemia, è incoraggiante. Se però i parametri precipitassero, con un altro aumento dell’indice Rt? «C’è una valutazione di efficienza complessiva e dell’evoluzione del contagio – spiega Viale – a quel punto l’Istituto superiore di sanità chiederebbe al presidente della Regione di intervenire, magari con provvedimenti restrittivi». Ma sinora non è questo il caso ligure e non è accaduto in nessuna regione.

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Permafrost e pandemie

Mentre l’Artico si surriscalda, un gruppo di scienziati sta valutando il rischio che possano ritornare malattie mortali dal lontano passato: si tratta di batteri e microbi che si sarebbero conservati negli strati di ghiaccio permanente, che è però sempre più a rischio di disgelo.

di Zach Boren

La settimana scorsa in alcune parti del Circolo Polare Artico faceva più caldo di quanto ne abbia mai fatto nel Regno Unito. Inoltre i dati satellitari indicano che mentre l’aria nel nord-est della Siberia raggiungeva i torridi 38° C, la temperatura della superficie terrestre era ancora più alta, 45° C – allarmante. Questa ondata di caldo da record, legata, sia chiaro, al riscaldamento globale, arriva mentre il mondo intero è colpito dalla pandemia di Covid-19, un virus microscopico che ha ucciso mezzo milione di persone e paralizzato l’economia globale.

Le due crisi potrebbero essere meno distanti di quanto non sembri. L’Artico svolge un ruolo importante nella storia del cambiamento climatico. Non solo si sta surriscaldando almeno al doppio della velocità del resto del mondo, ma ciò che accade lì si ripercuote ovunque. L’innalzamento del livello del mare? È dovuto allo scioglimento dei ghiacciai. Il cambiamento climatico fuori controllo? A causa del metano e del carbonio immagazzinati nel permafrost.

Il ruolo che l’area può svolgere nel rilascio di malattie a lungo latenti è meno chiaro. Ne risulta una vera e propria trama di fantascienza che affascina i giornalisti ma si tratta di un campo piuttosto recente per un’adeguata ricerca scientifica.

Lo scorso novembre a Hannover, in Germania, scienziati provenienti da tutto il mondo e competenti in tutti i settori di studio essenziali, dalla climatologia alla geologia e virologia, si sono incontrati per il primo grande scambio di esperienze concentrandosi sulla minaccia di microbi rivitalizzati dal disgelo del permafrost.

È qualsiasi materiale terrestre sottoposto a temperature pari o inferiori a 0 gradi centigradi per un periodo di due o più anni consecutivi. Il materiale terrestre può essere qualsiasi cosa: terreno organico, terreno minerale, sabbia, ghiaia. Il ghiaccio di un ghiacciaio o una banchisa può rientrare in questa definizione, ma gli specialisti del permafrost tendono a non includerlo.

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Autostrade liguri verso la paralisi

“Con le ulteriori ispezioni previste da Aspi sino al 15 luglio, è probabile che la chiusura di alcuni tratti sulla A10, A7 e A12 possa essere mantenuta in essere.

In tal caso al provvedimento di chiusura del tratto al momento attivo in A7 tra Bolzaneto e Genova Ovest verso Genova, si potrebbero aggiungere ulteriori provvedimenti, con pesanti disagi alla circolazione molto rilevanti in corrispondenza del nodo genovese. Quello che si prospetta, è una paralisi totale della nostra regione”.

Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti commenta il piano di ispezioni previsto nei prossimi giorni da Autostrade per l’Italia. “Lo avevamo previsto, lo abbiamo detto, scritto, gridato e ripetuto ma ogni richiesta di Regione Liguria e di tutte le categorie economiche e produttive del nostro territorio è rimasta del tutto inascoltata.

Una situazione intollerabile. Il ministro De Micheli, che non risponde a nulla, pensa ancora che dall’11 luglio riapriranno due corsie in tutta la Liguria e finiranno i disagi? La smetta una volta per tutte di prendere in giro un’intera regione, e le sue Istituzioni, i suoi cittadini e le sue imprese” ha aggiunto Toti.

Fonte: Ansa

Gli “untori” del terzo millennio

Non si capisce perché, come nel caso dell’imprenditore veneto, non venga applicato quanto già predisposto per chi infetti consapevolmente una persona o il partner con l’HIV, ovvero l’applicazione degli articoli 582 e 583 del c.p. (lesione personale).

Cinque pazienti positivi, decine di persone sottoposte a tampone e allarme per un nuovo ceppo di virus in Veneto ‘importato’ dall’estero. Senza contare un paziente zero morto in Serbia dopo aver contagiato gli italiani. Una catena di eventi apparentemente incomprensibile nella sua insensatezza che ha fatto impennare l’indice di contagio da 0,43 a 1,63 per l’atteggiamento “se non reticente quantomeno incompleto e poco collaborativo” – per usare le parole del dg dell’Ulss Berica Giovanni Pavesi – di un 65enne imprenditore meccanico di Sossano ( Vicenza) con azienda a Pojana Maggiore. Ora è in gravi condizioni all’ospedale di Vicenza. Per il governatore Luca Zaia, che ha sentito il ministro Roberto Speranza, il Veneto “non ha ripreso l’onda dei contagi”, qualcuno “butta benzina sul fuoco” e l’ordinanza che sarà varata lunedì non conterrà “provvedimenti più restrittivi per i cittadini” ma renderà più efficace “l’isolamento fiduciario dei positivi”. Oggi Zaia e Pavesi hanno ricostruito nei minimi particolare il caso.

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Facce come il culo!

Il titolo dell’Ansa

“La Commissione Contenziosa del Senato ha appena annullato la delibera dell’Ufficio di presidenza che aveva deciso il taglio dei vitalizi agli ex parlamentari”. Lo riferisce all’ANSA Maurizio Paniz, ex deputato e avvocato che ha difeso nel ricorso la maggior parte degli ex senatori che hanno presentato ricorso.

“E’ stato ripristinato lo Stato di diritto”, ha commentato Paniz. La Lega, secondo quanto si apprende, ha votato contro questa decisione.

“La delibera – spiega all’ANSA Paniz – è stata annullata perché ritenuta ingiustificata a fronte della giurisprudenza consolidata della Corte Costituzionale e del diritto dell’Unione europea, in base alla quale di fronte a una situazione consolidata gli interventi di riduzione degli importi devono rispondere a cinque requisiti, nessuno dei quali era stato rispettato dalla delibera.

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Yuri Kondratyuk e la fionda gravitazionale

Il doodle che Google ha dedicato a Kondratyuk in Ucraina

Pare che il celebre Neil Armstrong si sia fermato davanti alla sua abitazione, raccogliendo un mucchietto di terra in segno di riconoscimento per il contributo dato alla conquista della Luna.

Eppure dell’ingegnere e matematico ucraino Yuri Kondratyuk non vi fu traccia in nessun documento o trattato di fisica o astronomia per diverso tempo, per via del regime di segretezza imposto dal clima di guerra fredda.

Solo dopo la morte gli fu resa giustizia, annoverandolo tra i pionieri dell’esplorazione spaziale e riconoscendo la sua vera identità Oleksandr Gnatovich Shargei.

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Il Sole saluta l’estate con un ‘eclissi anulare

Quest’anno, bisestile e micidiale, l’estate è iniziata il 20 giugno anziché il 21: proprio per il giorno in più di febbraio.

In questo annus horribilis, troviamo anche qualche manifestazione naturale di notevole interesse scientifico, come l’imminente eclissi di sole.

Quest’anno daremo il benvenuto all’estate con un anello di fuoco nel cielo. Il 21 giugno, infatti, ci sarà un’eclissi anulare di Sole, un evento che si verifica quando la Luna – prossima alla sua massima distanza dalla Terra (apogeo) – si frappone tra noi e la nostra stella lasciandone però intravedere il perimetro.

Spettacolo assicurato, almeno per chi si troverà in Africa centrale, Arabia Saudita, India, Pakistan, Cina, oceano Pacifico. In Italia, invece, meteo permettendo, potremmo scorgere un’eclissi solare parziale dalle regioni del Centro-Sud.

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Locuste: da dannazione a cibo per polli

Le autorità pachistane hanno deciso di risolvere l’annoso problema della locuste, che periodicamente infestano e danneggiano le zone agricole del Paese, usando un metodo creativo che converte gli insetti in cibo per i capi d’allevamento.

L’idea si è fatta strada dopo che gli ospiti indesiderati hanno invaso le piantagioni del Paese, spazzando via interi raccolti e causando enormi danni al comparto agroalimentare. Da qui l’idea di remunerare con un aiuto economico gli agricoltori in proporzione al numero di locuste catturate.

Gli insetti sono quindi finiti al centro di trasformazione del Hi-Tech Feeds, il più grande produttore di mangime per animali del Pakistan, che ha sostituito il 10% della soia nel suo cibo per polli con gli insetti.

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