La libertà non è far ammalare gli altri

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Non amo i negazionisti, di nessuna fazione: quelli sulla Shoah, i terrapiattisti, i creazionisti, fino allo sbarco del primo uomo sulla Luna. A maggior ragione quelli più recenti, anti-covid 19: quelli convinti che basta sventolare qualche frase fatta, magari un po’ di filosofia accademica platonica o aristotelica per giudicare cosa sia oggi libertà o schiavitù senza conformarsi alle attuali congiunture sociali condizionate da eventi senza un precedente di paragone (neppure l’influenza spagnola del 1918-1920).

Proprio per questo motivo, riporto questo articolo di Ugo Magri, tratto dal sito de “Il Secolo XIX” di oggi sabato 1° agosto 2020). Un meraviglioso discorso del nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che – da buon palermitano – non gira troppo attorno a perifrasi ed allusioni ma va dritto sul bersaglio.

Chi rifiuta regole e mascherine crede forse di averne diritto. Però mette in pericolo la vita degli altri. E questo non va per niente bene, avverte Sergio Mattarella. Il presidente approfitta del tradizionale incontro con i giornalisti parlamentari per ringraziare l’Europa della mano che ci sta dando, per invitare il governo a presentare programmi «tempestivi, concreti ed efficaci», ma soprattutto per contrastare certi atteggiamenti lassisti che stanno risollevando l’indice del contagio. Confida di essersi tenuto tutti i bollettini della Protezione civile (quello che Matteo Salvini vorrebbe abolire) e di averli riletti nei giorni scorsi (proprio quando si svolgeva il convegno dei cosiddetti «negazionisti»). Ha controllato le date accertando che il 31 marzo erano morti in un solo giorno «oltre 800 nostri concittadini». Da allora sembra sia già passato un secolo. «Era prevedibile che questo sarebbe potuto avvenire», in quanto si tende a dimenticare in fretta. Ma «non così presto», annota amaro il capo dello Stato.

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Facce come il culo!

Il titolo dell’Ansa

“La Commissione Contenziosa del Senato ha appena annullato la delibera dell’Ufficio di presidenza che aveva deciso il taglio dei vitalizi agli ex parlamentari”. Lo riferisce all’ANSA Maurizio Paniz, ex deputato e avvocato che ha difeso nel ricorso la maggior parte degli ex senatori che hanno presentato ricorso.

“E’ stato ripristinato lo Stato di diritto”, ha commentato Paniz. La Lega, secondo quanto si apprende, ha votato contro questa decisione.

“La delibera – spiega all’ANSA Paniz – è stata annullata perché ritenuta ingiustificata a fronte della giurisprudenza consolidata della Corte Costituzionale e del diritto dell’Unione europea, in base alla quale di fronte a una situazione consolidata gli interventi di riduzione degli importi devono rispondere a cinque requisiti, nessuno dei quali era stato rispettato dalla delibera.

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E adesso sono cinguettii amari…

Donald Trump

Usa, Twitter smentisce Trump per la prima volta. L’ira di Trump si e’ sfogata subito sulla stessa piattaforma, con accuse pesanti. “Twitter sta interferendo nelle elezioni presidenziali 2020.

Stanno dicendo che la mia dichiarazione sul voto per posta, che porterà ad una massiccia corruzione e alla frode, non e’ corretta, basandosi sul fact-checking delle Fake News Cnn e del Washington Post”, ha twittato. “Twitter sta completamente sopprimendo la liberta’ di parola ed io, come presidente, non consentirò che accada!”, ha aggiunto.

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Fase 2: rischio calcolato? Da chi?

Parte il Decreto Legge 33 del 16 maggio 2020; il premier Conte lo definisce un “rischio calcolato” perché partire è importante e vale il rischio.

Sarebbe a dire che fare cassa è più importante di evitare contagi e decessi: ormai il valore del denaro, da troppo tempo, ha superato il valore della vita e il lavoro non è più asservito alla vita ma viceversa. Siamo schiavi inconsapevoli, oppure rassegnati e vili!

Il termine “calcolato”, poi, meriterebbe una seria analisi e soprattutto sarebbe opportuno capire chi è quello che ha fatto i calcoli, sì perché secondo buona parte degli esercenti, aprire adesso significa chiudere definitivamente il giorno dopo.

Sembra infatti che non ci sia una “geometria” dei riparti costo – guadagno sui tavoli del governo, ma un tentativo affannoso di buttarsi a pesce in una insensata riapertura trumpiniana.

La gestione di un’attività, in particolare quella della ristorazione, ha costi e tassazioni che già nel recente passato hanno dimostrato, in questo paese, che si è obbligati ad assumere personale stagionale con contratti da negrieri ed orari al limite dello schiavismo (ed in alcuni casi quel limite è stato superato).
Come si può pensare di tener aperta un’attività, come ha rilasciato in una recente intervista un ristoratore genovese, che fa normalmente 100 coperti di giorno e 60 la sera, con solo 16 – 20 clienti pro die? Il fallimento è insito nel solo tirar su le serrande!

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