Ancora nella “lista dei cattivi”

Il triste annuncio di prima pagina de “Il Secolo XIX” di sabato 13 febbraio 2021

Lo strillo di prima pagina de “Il Secolo XIX” di oggi, domenica 13 febbraio 2021, ci annuncia che siamo nuovamente in zona arancione.

Siamo stati cattivi, non appena ci hanno concesso un minimo di libertà in zona gialla, ci siamo comportati da stupidi e, nella più classica italica indisciplina, abbiamo fatto i cazzoni nelle strade cittadine, ammassandoci in marciapiedi, vetrine, negozi e centri commerciali e alla fine, nuovamente dietro alla lavagna, come un mucchio di pecore che non hanno capito un beato belino di come gira la realtà.

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Nel caos dei colori

Comincio ad avere serie difficoltà a capirci qualcosa, senz’altro l’età fa la sua parte ma il caos politico-meteo-sanitario che permea il nostro sistema di informazione (basato principalmente su esternazioni social principalmente ormonali e poco ragionate), non aiuta in tal senso.

L’allerta Covid è arancione, ma il nostro governatore Toti reputa che dovrebbe essere gialla senonché a Milano gli sono girate le balle perché loro erano rossi con meno infetti di noi liguri rispetto alle percentuali di Palazzo Marino; cosicché Giuseppe Sala ha scritto a Giuseppe Conte detto “Giuseppi” (retaggio dell’era Trumpista) e, come per Magilla (mi piace il termine della Gialappa’s), tutta la Lombardia si colorerà improvvisamente di arancione… anche nel weekend quando è arancione come tutta l’Italia, esclusa la Sicilia che vuol rimanere rossa per far compagnia alla provincia di Bolzano che si ispira, invece, alle medie sanitarie austriache e quindi non è daccordo.

L’allerta meteo era gialla ed è terminata a mezzanotte, tranne che nel levante dove era arancione ed è terminata stamane alle 6; mentre nel settore padano orientale vi era un isolato allerta neve dove però non ha nevicato abbastanza da giustificare un allerta che anziché (in questo caso) giallo, non dovrebbe aver avuto luogo.

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Pizza a colazione

Non sempre mi trovo daccordo con il governatore Toti ma su una cosa la penso come lui: le disposizioni che prevedono nel Dpcm in vigore dal 16 gennaio il divieto di asporto dopo le 18 sono una vera debbenaggine; e uso questo termine perche il sostantivo femminile “stronzata” è forse troppo scontato più che volgare!

Vada per la chiusura degli esercizi con disponibilità di tavoli per cenare a tale ora, la motivazione sarebbe lampante, evitare assembramenti; ma chiudere l’asporto alle 18 è assurdo, paradossale, palesemente idiota. Proprio quando l’asporto diviene, oltre che fonte di sopravvivenza per gli esercenti, necessità di approvvigionamento alimentare per chi lavora fino a tardi e, normalmente, esce alle 19:00, 19:30, 20:00 che sono i normali orari di chiusura di uffici, negozi eccetera, viene a mancare il supporto per far sopravvivere una benché risicata cena.
Mangereste una pizza alle 18, sempre che ne troviate il tempo? O forse dovremo abituarci a mangiare la pizza a colazione.

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Tra Amazon, Renzi e i tramonti del Covid

Purtroppo sono stato ottimista, il pezzo di ricambio arriverà via Amazon venerdì 29 gennaio e, quindi, la stazione meteo “stazionerà” inservibilmente fino ad allora. Sembrano proprio finiti i tempi in cui non facevi in tempo ad ordinare qualcosa che già ti veniva consegnata all’indirizzo stabilito: ormai il Covid fa un po’ quello che vuole.

Come Renzi che continua dalla sua incommensurabile minutezza, minoranza ed infinita antipatia a far ciò che vuole dell’Italia. Il dentone più odiato di sempre comanda a bacchetta la maggioranza di governo sfruttando le sue due “veline” Bellanova e Bonetti; ma di quanto odio quel soggetto avrò occasione di parlarne in un’altra circostanza.

Intanto, tornando alla stazione, la sua webcam funziona sempre, immortalando suggestivi e poco inquinati tramonti: anche questo è un effetto Covid, meglio sarebbe se fosse frutto di una saggezza umana forse ormai perduta.

Riscaldamento alternato in pieno gelo: ma quale risparmio?

Temperature in picchiata a Genova

Il 2021 è iniziato, si è portato dietro il Covid-19 ed ha imbastito un tempo da allerta meteo arancione con temperature in picchiata!

Inoltre, siti specializzati come in catastrofistico “ilMeteo.it” hanno previsto per lunedì 4 gennaio neve fino a 200 metri con la Liguria ed il Basso Piemonte a far da epicentro. Ma non è finita qui perché il giorno successivo un nuovo vortice ciclonico rincarerà la dose con la Liguria orientale e l’Emilia Romagna in evidenza.
Anche il concorrente 3Bmeteo non ha lesinato sul maltempo ed ha rincarato con una bella grandinata per il weekend.

Diciamo che la previsione di Meteogenova.it del 30 dicembre era già pienamente in accordo con questa visione (grandinata a parte che, invece, ha colpito l’Isola d’Elba occidentale).

Rimaniamo con temperature prossime allo zero ed i termosifoni dei sistemi centralizzati ad accensione alternata, un sistema assurdo che rende impossibile agli appartamenti di riscaldarsi ed impedisce altresì ai termostati di adempiere alla loro funzione.

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Zampa, Iachino e quei pensieri fascistelli del PD

Sandra Zampa e Pietro Ichino

Vaccinarsi contro il Covid-19 è un problema morale oltre che sanitario; chi può vaccinarsi e non lo fa mette a rischio la salute di altre persone oltre la propria: questa dovrebbe essere l’unica ragione valida con cui portare avanti la campagna di convincimento verso la popolazione.
Esistono molti modi per forzare la mano senza porre obblighi sulla persona come escludere i non vaccinati da certi contesti sociali: il consenso di accesso ad uffici pubblici, esercizi commerciali, mezzi di trasporto ecc. semplicemente esibendo o meno una attestazione sanitaria che difficilmente possa essere contraffatta.

Nel nostro paese pare, invece, essere sempre di moda la voce grossa, l’ordine imperiale o meglio: il metodo fascista esibito recentemente dalla piddina Sandra Zampa, sottosegretario alla sanità: licenziare il personale sanitario che non si sottopone a vaccinazione.

Licenziare, licenziare; un mantra che il PD ripete costantemente ad ogni occasione dopo l’eliminazione dell’articolo 18.

Il PD che, dopo l’avvento Renzi e la distruzione dei diritti dei lavoratori, è andato avanti trascinandosi sulle sue macerie, rispolverando un po’ di stalinismo e cercando di risorgere dalle proprie ceneri; così anche un altro illustre piddino, il giurista Pietro Ichino, va a dar manforte all’editto della parlamentare d’altri tempi uscendosede con una nuova perla di saggezza: ““In caso di obbligo, docente che rifiuta può essere licenziato”… tanto per cambiar musica!

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Show vax

E’ stata vaccinata contro il Covid19 Gloria Capriata, l’infermiera della Rianimazione Ospedale Policlinico San Martino), testimonial della campagna vaccinale di Regione Liguria. Gloria ha 48 anni: genovese doc, lavora all’Ospedale Policlinico San Martino da quando aveva 19 anni.

A ‘pungerla’ un’altra donna, Anna Maria Di Bella, 60 anni.
Visibilmente emozionata, l’infermiera si è seduta al centro dell’ambulatorio e ha ricevuto alla fine l’applauso dei colleghi presenti Con Capriata, verranno vaccinati altri cinque testimonial del Vaccine day.

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Fase 2: rischio calcolato? Da chi?

Parte il Decreto Legge 33 del 16 maggio 2020; il premier Conte lo definisce un “rischio calcolato” perché partire è importante e vale il rischio.

Sarebbe a dire che fare cassa è più importante di evitare contagi e decessi: ormai il valore del denaro, da troppo tempo, ha superato il valore della vita e il lavoro non è più asservito alla vita ma viceversa. Siamo schiavi inconsapevoli, oppure rassegnati e vili!

Il termine “calcolato”, poi, meriterebbe una seria analisi e soprattutto sarebbe opportuno capire chi è quello che ha fatto i calcoli, sì perché secondo buona parte degli esercenti, aprire adesso significa chiudere definitivamente il giorno dopo.

Sembra infatti che non ci sia una “geometria” dei riparti costo – guadagno sui tavoli del governo, ma un tentativo affannoso di buttarsi a pesce in una insensata riapertura trumpiniana.

La gestione di un’attività, in particolare quella della ristorazione, ha costi e tassazioni che già nel recente passato hanno dimostrato, in questo paese, che si è obbligati ad assumere personale stagionale con contratti da negrieri ed orari al limite dello schiavismo (ed in alcuni casi quel limite è stato superato).
Come si può pensare di tener aperta un’attività, come ha rilasciato in una recente intervista un ristoratore genovese, che fa normalmente 100 coperti di giorno e 60 la sera, con solo 16 – 20 clienti pro die? Il fallimento è insito nel solo tirar su le serrande!

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Fare il “runner” non è una priorità

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Il sindaco di Avegno ha firmato un’ordinanza in cui si specifica che nelle zone all’aperto ad alta intensità di traffico pedonale è fatto obbligo l’uso della mascherina.

Questo vale per tutti, anche per i cosiddetti runner che corrono avanti ed indietro per le strade scansando i normali pedoni.

Apriti cielo, tutta la popolazione in corsa si è scagliata contro sindaco e ordinanza affermando che non è concepibile forzare l’uso della mascherina a chi fa sport, costringendo le persone a respirare la propria anidride carbonica impregnata nella mascherina e portando così il circolo sanguigno ad un debito di ossigeno (anossia).

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