Goodall: Covid-19, il responsabile è l’uomo!

La scienziata Jane Goodall

La nascita e la diffusione del coronavirus sono avvenute per colpa dell’uomo: è questa la teoria di Jane Goodall, esperta mondiale di etologia, che da oltre 50 anni studia le relazioni tra ambiente, esseri umani e virus.

La ricercatrice è decisamente allarmata e invita tutti alla massima attenzione per quella che vede come la più grande minaccia all’esistenza dell’umanità, ovvero la distruzione della biodiversità.

In una lunga intervista a CBS News, la scienziata ha affermato che “se continuiamo con gli affari economici, ci distruggeremo. Sarebbe la nostra fine e quella della vita sulla Terra, almeno nel modo in cui oggi la conosciamo”.

Non solo quindi cambiamenti meteo climatici, ma anche la morte degli habitat di numerosissime specie sarebbero i grandi mali del pianeta; tuttavia, mentre i primi sono già oggetto di preoccupazione da parte di molti governi (si vedano le conferenze sul clima che si effettuano già da diversi anni), la perdita di luoghi naturali è considerata in maniera minoritaria.

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Clima: l’effetto trascurabile del lockdown

Uno studio pubblicato sulla rivista Nature da un lato conferma un dubbio più volte espresso da scienziati e scienziate in questi mesi di crisi pandemica, dall’altro mostra l’unica strada da seguire per contrastare il cambiamento climatico. In breve, l’improvvisa riduzione delle emissioni di gas-serra e il crollo degli inquinanti atmosferici durante il blocco ha avuto, purtroppo, un impatto del tutto trascurabile sul contenimento dell’aumento della temperatura globale. Ma lo studio insiste invece sulla importanza delle scelte politiche che verranno fatte nei prossimi mesi. A dirlo è un team internazionale a cui capo è il climatologo Piers Forster della Università di Leeds, Gran Bretagna.

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La libertà non è far ammalare gli altri

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Non amo i negazionisti, di nessuna fazione: quelli sulla Shoah, i terrapiattisti, i creazionisti, fino allo sbarco del primo uomo sulla Luna. A maggior ragione quelli più recenti, anti-covid 19: quelli convinti che basta sventolare qualche frase fatta, magari un po’ di filosofia accademica platonica o aristotelica per giudicare cosa sia oggi libertà o schiavitù senza conformarsi alle attuali congiunture sociali condizionate da eventi senza un precedente di paragone (neppure l’influenza spagnola del 1918-1920).

Proprio per questo motivo, riporto questo articolo di Ugo Magri, tratto dal sito de “Il Secolo XIX” di oggi sabato 1° agosto 2020). Un meraviglioso discorso del nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che – da buon palermitano – non gira troppo attorno a perifrasi ed allusioni ma va dritto sul bersaglio.

Chi rifiuta regole e mascherine crede forse di averne diritto. Però mette in pericolo la vita degli altri. E questo non va per niente bene, avverte Sergio Mattarella. Il presidente approfitta del tradizionale incontro con i giornalisti parlamentari per ringraziare l’Europa della mano che ci sta dando, per invitare il governo a presentare programmi «tempestivi, concreti ed efficaci», ma soprattutto per contrastare certi atteggiamenti lassisti che stanno risollevando l’indice del contagio. Confida di essersi tenuto tutti i bollettini della Protezione civile (quello che Matteo Salvini vorrebbe abolire) e di averli riletti nei giorni scorsi (proprio quando si svolgeva il convegno dei cosiddetti «negazionisti»). Ha controllato le date accertando che il 31 marzo erano morti in un solo giorno «oltre 800 nostri concittadini». Da allora sembra sia già passato un secolo. «Era prevedibile che questo sarebbe potuto avvenire», in quanto si tende a dimenticare in fretta. Ma «non così presto», annota amaro il capo dello Stato.

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Covid-19: i contagiati sono 16 milioni

Il bilancio dei casi di coronavirus a livello globale ha superato questa mattina la soglia dei 16 milioni: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Secondo i dati dell’università americana i contagi nel mondo hanno raggiunto quota 16.046.986, inclusi 644.528 morti. Dall’inizio della pandemia sono guarite 9.262.520 persone.

STATI UNITI – Sono 68.212 i nuovi casi di coronavirus registrati negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore. E’ il nuovo bilancio diffuso dalla Johns Hopkins University. Salgono così a 4.174.437 i casi di positività nel Paese. Il numero delle vittime è stabile sui 146.391, di cui 1.067 nelle ultime 24 ore.

BRASILE – Il Brasile ha registrato ieri 51.147 nuovi casi di coronavirus: si tratta del quarto giorno consecutivo che nel Paese i contagi superano quota 50.000 in sole 24 ore. Secondo i dati del ministero della Sanità, riporta la Cnn, il bilancio complessivo delle infezioni sale così a 2,39 milioni. Allo stesso tempo, vi sono stati ulteriori 1.211 decessi, per un totale dall’inizio della pandemia di 86.449 vittime. Per il Brasile questa è stata una settimana record, con ben 321.623 nuovi casi, ha sottolineato il ministero.

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Covid -19 sull’altalena

Assessore Sonia Viale

Genova – «Sì, siamo entrati tra le regioni con indice di contagio (Rt) superiore a uno. Ma i parametri considerati dall’ Istituto superiore di sanità sono trentatrè e bisogna guardarli tutti: per quanto riguarda la capacità di tracciare e isolare i contagiati siamo in netto miglioramento».

Parola dell’assessore alla Sanità Sonia Viale secondo cui l’esplosione del cluster del sushi restaurant a Savona ha avuto l’effetto di mettere seriamente alla prova, dopo settimane di sostanziale bonaccia, il sistema epidemiologico di Alisa e delle Asl (in questo caso quella savonese).

Il risultato, dal punto di vista del controllo dell’epidemia, è incoraggiante. Se però i parametri precipitassero, con un altro aumento dell’indice Rt? «C’è una valutazione di efficienza complessiva e dell’evoluzione del contagio – spiega Viale – a quel punto l’Istituto superiore di sanità chiederebbe al presidente della Regione di intervenire, magari con provvedimenti restrittivi». Ma sinora non è questo il caso ligure e non è accaduto in nessuna regione.

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Gli “untori” del terzo millennio

Non si capisce perché, come nel caso dell’imprenditore veneto, non venga applicato quanto già predisposto per chi infetti consapevolmente una persona o il partner con l’HIV, ovvero l’applicazione degli articoli 582 e 583 del c.p. (lesione personale).

Cinque pazienti positivi, decine di persone sottoposte a tampone e allarme per un nuovo ceppo di virus in Veneto ‘importato’ dall’estero. Senza contare un paziente zero morto in Serbia dopo aver contagiato gli italiani. Una catena di eventi apparentemente incomprensibile nella sua insensatezza che ha fatto impennare l’indice di contagio da 0,43 a 1,63 per l’atteggiamento “se non reticente quantomeno incompleto e poco collaborativo” – per usare le parole del dg dell’Ulss Berica Giovanni Pavesi – di un 65enne imprenditore meccanico di Sossano ( Vicenza) con azienda a Pojana Maggiore. Ora è in gravi condizioni all’ospedale di Vicenza. Per il governatore Luca Zaia, che ha sentito il ministro Roberto Speranza, il Veneto “non ha ripreso l’onda dei contagi”, qualcuno “butta benzina sul fuoco” e l’ordinanza che sarà varata lunedì non conterrà “provvedimenti più restrittivi per i cittadini” ma renderà più efficace “l’isolamento fiduciario dei positivi”. Oggi Zaia e Pavesi hanno ricostruito nei minimi particolare il caso.

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Lettera a Toti dalle donne della Valpolcevera

Governatore Giovanni Toti

La fase 2 partirà, forse è già partita, anche nella nostra Regione, che però fa parte, insieme a Piemonte e provincia autonoma di Bolzano, dei territori ancora “caldi” dal punto di vista di mortalità e numero di nuovi contagi. Abbiamo allora preoccupazioni e domande che vogliamo esprimere, ed alle quali gradiremmo risposte da parte del presidente Toti che pure, non molte settimane fa, è stato duro e offensivo, verso chi, secondo lui, non rispettava il #restoacasa.

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Fase 2

Il Dpcm 26 aprile 2020 introduce, a partire dal 4 maggio, diverse novità, tra le quali, per esempio, la possibilità delle visite ai propri congiunti che vivono nella stessa Regione e la riapertura di parchi e giardini pubblici, nel rispetto delle prescrizioni sanitarie ed evitando comunque gli assembramenti (i sindaci potranno decidere di chiudere nuovamente e in via temporanea i parchi, qualora il divieto di assembramento non potesse essere garantito).


Diventa obbligatorio l’uso della mascherina nei luoghi chiusi accessibili al pubblico (quali mezzi di trasporto pubblico ed esercizi commerciali).

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Le “cassanate” che non fanno bene al paese

Coronavirus e sport: è di questi giorni il pubblico confronto da due mentalità diametralmente opposte.

Quella del buon senso francese per bocca della ministra dello sport d’oltralpe Roxana Maracineau, ex nuotatrice olimpica che dichiara: “Lo sport non sarà una priorità nella fase di ripresa dopo la pandemia di coronavirus“. Quindi tutto lo sport francese rimane a rischio, compresi il Tour de France per il ciclismo e Roland Garros per il tennis, coinvolgendo anche la Liga 1 e Liga 2 di calcio. Prima di tutto viene la sicurezza dei cittadini.

Poi c’è quella che definirei “fanatica superficialità” puramente italiana, rappresentata dalla dichiarazione di Davide Cassani, CT della nazionale italiana di ciclismo, ex gregario nel professionismo del passato: “Ci manca l’aria. Ora siamo cani tenuti al guinzaglio e questo guinzaglio si è fatto corto e stretto al collo – dice il CT sulla sua pagina Facebook – per cui intorno a noi ci manca lo spazio. Qualunque resistenza ha un limite e noi siamo prossimi a raggiungere questo limite“.

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Coronavirus: riaperture forzate delle attività possono portare a una nuova ondata di contagi

Walter Ricciardi

Se è vero che la linea dei contagi, a livello nazionale, si sta abbassando è pur vero che la nostra attenzione deve essere ancora più capillare e minuziosa. Il contagio da CORONAVIRUS non finirà certo domani o tra un mese, anzi, è una “certezza” che la diffusione del VIRUS possa riprendere con una nuova SECONDA ONDATA che avverrà in autunno, ma se si riapre tutto con troppa fretta, esiste il rischio che arrivi prima dell’estate, cioè tra qualche settimana. Ne è sicuro Walter Ricciardi, rappresentante italiano all’Oms e consulente del ministro della Salute Roberto Speranza.

Una nuova accelerazione di Sars-Cov2 è ritenuta dallo scienziato “più che un’ipotesi, una certezza”. Fino a quando non esisterà un vaccino “ci saranno nuova ondate, o speriamo, tanti piccoli focolai epidemici che andranno contenuti”.
Per quanto riguarda la Lombardia, Ricciardi ha risposto: “mi pare che la richiesta sia di riaprire il 4 maggio indipendentemente dalle condizioni epidemiologiche. Non se lo può permettere, anche perché in questo momento ha una condizione epidemiologica di particolare gravità. Certamente in miglioramento, ma di particolare gravità. Tra i Paesi europei la Lombardia è la regione che in questo momento ha maggiori problemi. Non l’Italia, ma la Lombardia”, ha sottolineato il consulente di Speranza.

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