Il ghiacciaio della Marmolada ha i giorni contati

Ghiacciaio della Marmolada

Al ghiacciaio della Marmolada restano non più di 15 anni di vita. È la previsione dei glaciologi dell’Università di Padova: la drammaticità della situazione emerge, spiegano, se confrontata con oltre cent’anni di misurazioni condotte dall’ateneo. “Il ghiacciaio negli ultimi 70 anni – afferma Aldino Bondesan, coordinatore delle campagne glaciologiche per il Triveneto e autore con Roberto Francese, dell’Università di Pavia, di indagini sullo spessore del ghiaccio con georadar – ha ormai perso oltre l’80% del proprio volume passando dai 95 milioni di metri cubi del 1954 ai 14 milioni attuali.

Le previsioni di una sua estinzione si avvicinano sempre di più: il ghiacciaio potrebbe avere non più di 15 anni di vita”. Entro il 2035 le Dolomiti rischiano di perdere il loro gigante bianco.

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Il refrigerio alternativo tra Liguria e Piemonte

Bagnanti nel torrente Borbera (Cabella Ligure)

La calura di questi giorni non dà tregua ed il desiderio di immergersi nel refrigerio dell’acqua di mare è forte.
Ma le spiagge sono affollate e le distanze di sicurezza per il pericolo Covid-19 non sempre sono rispettate.
L’alternativa sono le piscine (ancor più affollate) o le acque interne e qui l’offerta non manca.
Tra Liguria e Piemonte vi sono diverse opzioni che andiamo ad elencare.

Il Torrente Gorzente è un piccolo corso d’acqua che scorre a cavallo tra Piemonte e Liguria e confluisce poi nel Torrente Piota. Per gran parte del proprio corso il fiume transita nel Comune di Bosio, in luoghi selvaggi e disabitati che fanno parte del Parco regionale delle Capanne di Marcarolo, dove forma gli splendidi laghi della Lavagnina. Inoltre il fiume oltre ad essere balneabile è anche pescabile, pur risentendo di qualche problema nei periodi di secca, in particolar modo nella parte alta.

Il Torrente Piota attraversa interamente la Provincia di Alessandria, bagnando i comuni dell’ovadese quali Bosio, Casaleggio Boiro, Lerma, Tagliolo Monferrato e Rocca Grimalda, da dove si getta nell’Orba. Il fiume nasce dal Monte Pracaban scavando il suo percorso tra i monti dell’Appennino Ligure in luoghi incontaminati che fanno parte del Parco regionale delle Capanne di Marcarolo. Il breve torrente regala luoghi suggestivi in cui tuffarsi e spiagge di sassi.

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Permafrost e pandemie

Mentre l’Artico si surriscalda, un gruppo di scienziati sta valutando il rischio che possano ritornare malattie mortali dal lontano passato: si tratta di batteri e microbi che si sarebbero conservati negli strati di ghiaccio permanente, che è però sempre più a rischio di disgelo.

di Zach Boren

La settimana scorsa in alcune parti del Circolo Polare Artico faceva più caldo di quanto ne abbia mai fatto nel Regno Unito. Inoltre i dati satellitari indicano che mentre l’aria nel nord-est della Siberia raggiungeva i torridi 38° C, la temperatura della superficie terrestre era ancora più alta, 45° C – allarmante. Questa ondata di caldo da record, legata, sia chiaro, al riscaldamento globale, arriva mentre il mondo intero è colpito dalla pandemia di Covid-19, un virus microscopico che ha ucciso mezzo milione di persone e paralizzato l’economia globale.

Le due crisi potrebbero essere meno distanti di quanto non sembri. L’Artico svolge un ruolo importante nella storia del cambiamento climatico. Non solo si sta surriscaldando almeno al doppio della velocità del resto del mondo, ma ciò che accade lì si ripercuote ovunque. L’innalzamento del livello del mare? È dovuto allo scioglimento dei ghiacciai. Il cambiamento climatico fuori controllo? A causa del metano e del carbonio immagazzinati nel permafrost.

Il ruolo che l’area può svolgere nel rilascio di malattie a lungo latenti è meno chiaro. Ne risulta una vera e propria trama di fantascienza che affascina i giornalisti ma si tratta di un campo piuttosto recente per un’adeguata ricerca scientifica.

Lo scorso novembre a Hannover, in Germania, scienziati provenienti da tutto il mondo e competenti in tutti i settori di studio essenziali, dalla climatologia alla geologia e virologia, si sono incontrati per il primo grande scambio di esperienze concentrandosi sulla minaccia di microbi rivitalizzati dal disgelo del permafrost.

È qualsiasi materiale terrestre sottoposto a temperature pari o inferiori a 0 gradi centigradi per un periodo di due o più anni consecutivi. Il materiale terrestre può essere qualsiasi cosa: terreno organico, terreno minerale, sabbia, ghiaia. Il ghiaccio di un ghiacciaio o una banchisa può rientrare in questa definizione, ma gli specialisti del permafrost tendono a non includerlo.

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Locuste: da dannazione a cibo per polli

Le autorità pachistane hanno deciso di risolvere l’annoso problema della locuste, che periodicamente infestano e danneggiano le zone agricole del Paese, usando un metodo creativo che converte gli insetti in cibo per i capi d’allevamento.

L’idea si è fatta strada dopo che gli ospiti indesiderati hanno invaso le piantagioni del Paese, spazzando via interi raccolti e causando enormi danni al comparto agroalimentare. Da qui l’idea di remunerare con un aiuto economico gli agricoltori in proporzione al numero di locuste catturate.

Gli insetti sono quindi finiti al centro di trasformazione del Hi-Tech Feeds, il più grande produttore di mangime per animali del Pakistan, che ha sostituito il 10% della soia nel suo cibo per polli con gli insetti.

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Gli “zozzoni” della mascherina

La Regione Liguria sta lavorando a un’ordinanza per vietare esplicitamente l’abbandono di mascherine nell’ambiente. Ad annunciarlo è l’assessore alla protezione civile Giacomo Giampedrone.

Il provvedimento conterrà anche le sanzioni per chi sarà sorpreso a buttare i dispositivi usati anziché conferirli tra i rifiuti indifferenziati, come prevede la normativa dell’Istituto superiore di sanità. “La cifra la stiamo valutando, sarà di qualche centinaio di euro.

È una questione sanitaria di grande importanza, una volta che una mascherina viene abbandonata può essere toccata solo con tutte le protezioni. Quantomeno si gettino nei bidoni dell’immondizia“.

Hong Kong: senza l’uomo i Panda si accoppiano

Hong Kong – Finalmente soli, i due panda giganti dello zoo di Hong Kong hanno iniziato ad amarsi, ora che è vietato l’accesso ai visitatori a causa dell’emergenza coronavirus.

La novità è stata accolta con trepidazione dalla direzione del giardino zoologico di Ocean park che spera in una gravidanza, dopo anni di tentativi infruttuosi. Ying Ying e Lee sono una femmina e un maschio di panda di 14 anni, ma malgrado abbiano raggiunto la maturità sessuale da anni, non si erano mai accoppiati.

Sono arrivati allo zoo nel 2007 e finora nessun tentativo di favorire la loro unione aveva avuto successo. Si era anche fatto ricorso all’inseminazione artificiale, ma Ying Ying non è mai riuscita a portare una gravidanza a termine.

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