Pausa fino a ottobre

Pluviometro “un pochino zozzo”

Meteogenova.it si ferma per una pausa fino ad ottobre e ne approfitta per una revisione della stazione.

In effetti ne ha proprio bisogno; l’immagine che ritrae il basculante del pluviometro è esemplare… ci mancano solo le cozze!

Intanto speriamo che la situazione Covid-19 migliori senza prospettarci un inverno di nuove restrizioni e paure. Quest’infame anno bisesto lascerà un segno indelebile nella memoria, pagato con la vita di tanta gente.

Permettetemi un gentilissimo “vaffanculo” ai negazionisti ed a coloro che minimizzano l’evento (inclusi gli scienziati figli di papà di cui preferisco non fare il nome ma che sono sempre spoltronati sugli schermi delle TV italiane).

Un “forza ragazzi, ce la faremo”, per tutti quelli, invece, che hanno sofferto in prima linea, negli ospedali, nelle RSA, sul territorio. Grazie.

Il ghiacciaio della Marmolada ha i giorni contati

Ghiacciaio della Marmolada

Al ghiacciaio della Marmolada restano non più di 15 anni di vita. È la previsione dei glaciologi dell’Università di Padova: la drammaticità della situazione emerge, spiegano, se confrontata con oltre cent’anni di misurazioni condotte dall’ateneo. “Il ghiacciaio negli ultimi 70 anni – afferma Aldino Bondesan, coordinatore delle campagne glaciologiche per il Triveneto e autore con Roberto Francese, dell’Università di Pavia, di indagini sullo spessore del ghiaccio con georadar – ha ormai perso oltre l’80% del proprio volume passando dai 95 milioni di metri cubi del 1954 ai 14 milioni attuali.

Le previsioni di una sua estinzione si avvicinano sempre di più: il ghiacciaio potrebbe avere non più di 15 anni di vita”. Entro il 2035 le Dolomiti rischiano di perdere il loro gigante bianco.

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Goodall: Covid-19, il responsabile è l’uomo!

La scienziata Jane Goodall

La nascita e la diffusione del coronavirus sono avvenute per colpa dell’uomo: è questa la teoria di Jane Goodall, esperta mondiale di etologia, che da oltre 50 anni studia le relazioni tra ambiente, esseri umani e virus.

La ricercatrice è decisamente allarmata e invita tutti alla massima attenzione per quella che vede come la più grande minaccia all’esistenza dell’umanità, ovvero la distruzione della biodiversità.

In una lunga intervista a CBS News, la scienziata ha affermato che “se continuiamo con gli affari economici, ci distruggeremo. Sarebbe la nostra fine e quella della vita sulla Terra, almeno nel modo in cui oggi la conosciamo”.

Non solo quindi cambiamenti meteo climatici, ma anche la morte degli habitat di numerosissime specie sarebbero i grandi mali del pianeta; tuttavia, mentre i primi sono già oggetto di preoccupazione da parte di molti governi (si vedano le conferenze sul clima che si effettuano già da diversi anni), la perdita di luoghi naturali è considerata in maniera minoritaria.

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Igrometro in tilt

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Per tutta la giornata l’igrometro di Meteogenova ha fatto il matto, piombando più volte dall’umidità relativa al 2% e, di conseguenza, mandando a pallino anche i valori del punto di rugiada (dewpoint).

Si è corso ai ripari, appena è stato possibile, sostituendo le batterie ed il filtro dell’aria che si era ostruito con foglie e residui vari.

Ora tutto ha ripreso a funzionare, nella speranza che duri.

Il refrigerio alternativo tra Liguria e Piemonte

Bagnanti nel torrente Borbera (Cabella Ligure)

La calura di questi giorni non dà tregua ed il desiderio di immergersi nel refrigerio dell’acqua di mare è forte.
Ma le spiagge sono affollate e le distanze di sicurezza per il pericolo Covid-19 non sempre sono rispettate.
L’alternativa sono le piscine (ancor più affollate) o le acque interne e qui l’offerta non manca.
Tra Liguria e Piemonte vi sono diverse opzioni che andiamo ad elencare.

Il Torrente Gorzente è un piccolo corso d’acqua che scorre a cavallo tra Piemonte e Liguria e confluisce poi nel Torrente Piota. Per gran parte del proprio corso il fiume transita nel Comune di Bosio, in luoghi selvaggi e disabitati che fanno parte del Parco regionale delle Capanne di Marcarolo, dove forma gli splendidi laghi della Lavagnina. Inoltre il fiume oltre ad essere balneabile è anche pescabile, pur risentendo di qualche problema nei periodi di secca, in particolar modo nella parte alta.

Il Torrente Piota attraversa interamente la Provincia di Alessandria, bagnando i comuni dell’ovadese quali Bosio, Casaleggio Boiro, Lerma, Tagliolo Monferrato e Rocca Grimalda, da dove si getta nell’Orba. Il fiume nasce dal Monte Pracaban scavando il suo percorso tra i monti dell’Appennino Ligure in luoghi incontaminati che fanno parte del Parco regionale delle Capanne di Marcarolo. Il breve torrente regala luoghi suggestivi in cui tuffarsi e spiagge di sassi.

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Clima: l’effetto trascurabile del lockdown

Uno studio pubblicato sulla rivista Nature da un lato conferma un dubbio più volte espresso da scienziati e scienziate in questi mesi di crisi pandemica, dall’altro mostra l’unica strada da seguire per contrastare il cambiamento climatico. In breve, l’improvvisa riduzione delle emissioni di gas-serra e il crollo degli inquinanti atmosferici durante il blocco ha avuto, purtroppo, un impatto del tutto trascurabile sul contenimento dell’aumento della temperatura globale. Ma lo studio insiste invece sulla importanza delle scelte politiche che verranno fatte nei prossimi mesi. A dirlo è un team internazionale a cui capo è il climatologo Piers Forster della Università di Leeds, Gran Bretagna.

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Il bagno nelle acque interne

L’alternativa delle acque di torrente o fiume rispetto al mare o alle piscine è sempre più gettonata, in particolare da quando il problema delle distanze causa Covid-19 devono essere rispettate.

E’ altresì vero che il frequentare questi ambienti può rappresentare un pericolo rispetto alle spiagge cui siamo abituati.

Ecco di seguito un elenco pubblicato dalla Asl di Alessandria a cui possiamo far riferimento per gestire meglio la tintarella sui greti dei nostri corsi d’acqua.

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La libertà non è far ammalare gli altri

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Non amo i negazionisti, di nessuna fazione: quelli sulla Shoah, i terrapiattisti, i creazionisti, fino allo sbarco del primo uomo sulla Luna. A maggior ragione quelli più recenti, anti-covid 19: quelli convinti che basta sventolare qualche frase fatta, magari un po’ di filosofia accademica platonica o aristotelica per giudicare cosa sia oggi libertà o schiavitù senza conformarsi alle attuali congiunture sociali condizionate da eventi senza un precedente di paragone (neppure l’influenza spagnola del 1918-1920).

Proprio per questo motivo, riporto questo articolo di Ugo Magri, tratto dal sito de “Il Secolo XIX” di oggi sabato 1° agosto 2020). Un meraviglioso discorso del nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che – da buon palermitano – non gira troppo attorno a perifrasi ed allusioni ma va dritto sul bersaglio.

Chi rifiuta regole e mascherine crede forse di averne diritto. Però mette in pericolo la vita degli altri. E questo non va per niente bene, avverte Sergio Mattarella. Il presidente approfitta del tradizionale incontro con i giornalisti parlamentari per ringraziare l’Europa della mano che ci sta dando, per invitare il governo a presentare programmi «tempestivi, concreti ed efficaci», ma soprattutto per contrastare certi atteggiamenti lassisti che stanno risollevando l’indice del contagio. Confida di essersi tenuto tutti i bollettini della Protezione civile (quello che Matteo Salvini vorrebbe abolire) e di averli riletti nei giorni scorsi (proprio quando si svolgeva il convegno dei cosiddetti «negazionisti»). Ha controllato le date accertando che il 31 marzo erano morti in un solo giorno «oltre 800 nostri concittadini». Da allora sembra sia già passato un secolo. «Era prevedibile che questo sarebbe potuto avvenire», in quanto si tende a dimenticare in fretta. Ma «non così presto», annota amaro il capo dello Stato.

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La minaccia delle ondate di calore

In alcune aree del pianeta le ondate di calore e umidità si stanno succedendo a un ritmo doppio rispetto a 40 anni fa e l’intensità del caldo è in aumento. A stabilirlo è una nuova ricerca che ha analizzato i dati di oltre 7000 stazioni meteorologiche di tutto il mondo a partire dal 1979

Nel corso delle centinaia di migliaia di anni della loro esistenza sul pianeta, gli esseri umani moderni sono riusciti ad adattarsi a una vasta gamma di climi, dal caldo arido del deserto del Sahara al freddo gelido dell’Artide. Ma abbiamo i nostri limiti. Se le temperature e l’umidità salgono abbastanza, anche una persona sana e robusta, seduta all’ombra e con accesso all’acqua, soccombe al calore.

Le ricerche ha suggerito che, via via che le ondate di caldo diventeranno più intense e frequenti, nei prossimi decenni in alcuni luoghi inizieranno a verificarsi eventi che toccano quel limite di tolleranza umana. Ma ora un nuovo studio mostra che lo hanno già raggiunto. I risultati, pubblicati su “Science Advances”, sottolineano la necessità di ridurre rapidamente le emissioni di gas serra che intrappolano il calore e di sviluppare politiche che aiutino le popolazioni vulnerabili a rimanere protette.

Le alte temperature spingono il corpo umano a produrre sudore, che raffredda la pelle mentre evapora. Ma quando c’è anche un’elevata umidità, l’evaporazione rallenta e alla fine si arresta. Si arriva a questo punto quando la cosiddetta temperatura di bulbo umido, una misura che combina la temperatura dell’aria e l’umidità, raggiunge i 35 gradi centigradi.

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