Idrocarburi tra Italia e Croazia dopo l’affondamento di “Ivana D”

Piattaforma petrolifera “Ivana D”

L’affondamento della piattaforma estrattiva di gas metano Ivana D, avvenuto il 5 dicembre scorso nell’Alto Adriatico, potrebbe aver causato un ingente rilascio di idrocarburi in un tratto di mare tra Italia e Croazia. Rilanciando un’indagine realizzata dall’associazione Cova Contro, che ha analizzato i dati (disponibili) prodotti dal telerilevamento dell’Agenzia Spaziale Europea, Greenpeace chiede alle autorità competente di verificare quanto accaduto. La piattaforma era scomparsa, presumibilmente divelta dal forte vento, per essere poi ritrovata sul fondo del Mare Adriatico (a oltre 40 metri di profondità) pochi giorni dopo l’affondamento. “Le immagini satellitari raccolte da Cova Contro, relative alle ore successive all’incidente, mostrano la presenza di evidenti tracce rilevate dai sistemi satellitari di oil spill detection che, in un primo momento vicine alle piattaforme, successivamente si disperdono verso le coste croate e italiane” spiega Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace Italia.

Secondo il briefing dell’associazione ambientalista ‘Volano Trivelle’, la piattaforma Ivana D era ai limiti del previsto periodo di esercizio, ossia 20 anni. Nei mari italiani esistono, tuttavia, molte altre piattaforme “che non solo sono assai più vecchie, che da tempo non producono nulla e che è urgente smantellare. Potrebbero – scrive Greenpeace – non reggere a fenomeni meteomarini sempre più estremi che proprio la combustione di fonti fossili ha contribuito a generare, alterando il clima del nostro Pianeta”.

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Nuovo stop della stazione: ripartenza… chissà…

Purtroppo l’intervento effettuato alla stazione meteo, nella prima giornata di sole pieno, ha rivelato la sua totale inutilità anzi, l’igrometro è completamente impazzito indicando un minimo di umidità del 5-6% invece del più realistico 21%!

Risultato: la stazione da oggi è chiusa e si prevede la sua sostituzione ma, purtroppo, con i problemi di Covid e di trasporto merci la cosa si fa problematica anche perché pare che il fornitore (sempre a causa della pandemia) sia a corto di scorte.

Sulla pagina web è stato collocato un widget di Meteoblue mentre la sezione dedicata alla stazione con tutti i suoi dati è stata sostituita da una scritta che comunica l’attuale disattivazione.

Mi dispiace moltissimo anche perché non riesco a prevedere un tempo di ripartenza a breve termine. Tutte le novità in merito saranno comunque pubblicate su questo blog.

Nel caos dei colori

Comincio ad avere serie difficoltà a capirci qualcosa, senz’altro l’età fa la sua parte ma il caos politico-meteo-sanitario che permea il nostro sistema di informazione (basato principalmente su esternazioni social principalmente ormonali e poco ragionate), non aiuta in tal senso.

L’allerta Covid è arancione, ma il nostro governatore Toti reputa che dovrebbe essere gialla senonché a Milano gli sono girate le balle perché loro erano rossi con meno infetti di noi liguri rispetto alle percentuali di Palazzo Marino; cosicché Giuseppe Sala ha scritto a Giuseppe Conte detto “Giuseppi” (retaggio dell’era Trumpista) e, come per Magilla (mi piace il termine della Gialappa’s), tutta la Lombardia si colorerà improvvisamente di arancione… anche nel weekend quando è arancione come tutta l’Italia, esclusa la Sicilia che vuol rimanere rossa per far compagnia alla provincia di Bolzano che si ispira, invece, alle medie sanitarie austriache e quindi non è daccordo.

L’allerta meteo era gialla ed è terminata a mezzanotte, tranne che nel levante dove era arancione ed è terminata stamane alle 6; mentre nel settore padano orientale vi era un isolato allerta neve dove però non ha nevicato abbastanza da giustificare un allerta che anziché (in questo caso) giallo, non dovrebbe aver avuto luogo.

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Alla Liguria 16 milioni per il dissesto idrogeologico

Sedici milioni di euro per il dissesto idrogeologico della Regione Liguria, già erogati dal ministero dell’Ambiente a fine dicembre per la realizzazione di 2 progetti esecutivi. In tutto, oltre 262 milioni di euro per 119 interventi in 19 Regioni italiane.

Sono i numeri del Piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico 2020 (Piano stralcio, Dl 76/2020): progetti immediatamente esecutivi e cantierabili per la messa in sicurezza del territorio dai rischi sempre maggiori derivanti da eventi climatici estremi su aree del Paese particolarmente vulnerabili spiega in una nota il ministero.

“I lavori non si fermano e non possono fermarsi – afferma il ministro dell’Ambiente Sergio Costa -. Stiamo aprendo i cantieri per la tutela del territorio, i più importanti, per proteggere il nostro Paese fragile e affinché non ci siano più tragedie. Si tratta di progetti immediatamente esecutivi e cantierabili – spiega il ministro -.

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Missione artica “MOSAiC”

Rompighiaccio Polarstern

Oltre 600 scienziati provenienti da 19 Paesi stanno viaggiando per la più grande e complessa spedizione polare mai tentata nell’Artico centrale. Un viaggio lungo un anno intrappolati nel ghiaccio per migliorare la precisione dei modelli scientifici sullo scioglimento dei ghiacci e più ampiamente sul cambiamento climatico.

La nave rompighiaccio Polarstern è già in navigazione da circa sei giorni. Una navi rompighiaccio tedesca che ha imbarcato una enorme quantità di viveri e strumenti scientifici per un’impresa leggendaria, degna delle più celebri esplorazioni marittime dei secoli scorsi. L’avventura di MOSAiC (Multidisciplinary drifting Observatory for the Study of Arctic Climate) comprende 19 nazioni, tra cui Germania, Stati Uniti, Russia, Cina, Svezia. Un anno di viaggio iniziato adesso, quando l’estensione del ghiaccio artico è ai suoi minimi assoluti, per fare rotta verso il nord della Siberia. Da lì il pack, alla ricerca di una spessa lastra di ghiaccio adatta ad ancorare la grande imbarcazione di ricerca.

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La variante brasiliana

Dopo la variante inglese che oggi ha portato il Regno Unito a registrare oltre 41mila nuovi casi e 1.295 decessi, c’è una nuova mutazione del coronavirus Sars-Cov-2 a destare preoccupazione. La nuova variante è stata diagonisticata in Brasile e a fare paura è la sua sospetta capacità di sfuggire al sistema immuitario.

Una preoccupazione che il governo italiano ha subito tenuto in forte considerazione tanto che per prevenire la possibile diffusione della cosidetta variante brasiliana il ministro della salute Roberto Speranza ha firmato oggi una ordinanza che blocca i voli in partenza dal Brasile e vieta l’ingresso in Italia di chi negli ultimi 14 giorni vi è transitato. “Chiunque si trovi già in Italia in provenienza da quel territorio – si legge nell’ordinanza – è tenuto a sottoporsi a tampone contattando i dipartimenti di prevenzione”.

Ma che cos’è questa variante brasiliana? Nel sudamerica un’infermiera 45enne si è ammalata con una nuova variante del coronavirus cinque mesi dopo essersi ripresa da una precedente infezione causata da un ceppo più vecchio.

Nella seconda infezione i sintomi della donna sono peggiorati. Quando i ricercatori hanno confrontato i campioni hanno scoperto che l’ultimo presentava la mutazione genetica, chiamata E484K, che cambia la forma della proteina spike all’esterno del virus in un modo che potrebbe renderla meno riconoscibile al sistema immunitario rendendo più difficile il compito degli anticorpi. Un primo caso della variante brasiliana è stato registrato anche in Gran Bretagna.

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DPCM e il pasticcio delle seconde case

Aggiornamento
Giunge nella serata di sabato 16/01/2021 il chiarimento del ministro Speranza.

Il nuovo Dpcm permette di recarsi nelle seconde case anche fuori Regione. Il testo, infatti, disciplina che “è comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione” e, a dispetto del decreto sulle misure per le festività natalizie non è specificato il divieto degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra Regione.

Resta, per ogni altro tipo di spostamento che non sia per motivi di necessità, lavoro, studio o salute, il divieto di spostarsi in un’altra Regione.

In attesa che le nuove faq di Palazzo Chigi in via di aggiornamento chiariscano in modo inequivocabile la questione, c’è un giallo seconde case nel nuovo Dpcm del 14 gennaio: nel comma 4 degli articoli che vietano gli spostamenti nelle regioni è sparita la limitazione ad andare verso le seconde case che si trovanno nelle regioni dove non si risiede.
Nel nuovo Dpcm si dice soltanto che “è comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione” senza, sottolinea il Corriere della Sera, l’esclusione relativa alle seconde case.

Il quotidiano cita fonti di Palazzo Chigi che confermano che “per ‘abitazione si intende dunque anche una seconda dimora, anche in affitto’, che si trovi in una regione in fascia gialla, arancione o rossa. L’unico limite riguarda il fatto che potrà spostarsi soltanto il nucleo familiare”.

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Torniamo a parlare di Whats App

Nell’ultima settimana decine di milioni di persone in tutto il mondo hanno scaricato le applicazioni di messaggistica Signal (1,3 milioni in un giorno) e Telegram (25 milioni in tre giorni) perché la più nota — e usata da due miliardi di persone — Whatsapp modificherà le sue condizioni d’uso, e l’ha comunicato in modo un po’ maldestro.

O per usare le parole del Garante italiano per la privacy, che ha avvisato i suoi omologhi europei e non esclude interventi d’urgenza: «Poco chiaro e non idoneo a consentire la manifestazione di una volontà libera e consapevole». «Questo aggiornamento fornisce ulteriore trasparenza e non influisce sulla privacy» ha risposto un portavoce dell’app.

Cosa cambia, quindi? Dal 15 maggio, per continuare a usare Whatsapp bisognerà accettare le nuove condizioni (sarà l’app a chiedervelo con un avviso entro il 15 maggio, se non l’ha già fatto). La scadenza era fissata all’8 febbraio, poi Whatsapp l’ha posticipata di tre mesi per – dice – dare più tempo alle persone di rivedere e capire le novità e fare chiarezza sulle informazioni errate (leggi: per sedare le polemiche e le preoccupazioni dei garanti). In Italia e nel resto d’Europa, dove dal 2018 è in vigore il regolamento per la privacy Gdpr che fra le altre cose impone la trasparenza auspicata dal nostro Garante, i cambiamenti sono minimi: Facebook, che ha comprato Whatsapp nel 2014, continuerà a vedere «l’indirizzo mail con cui gli utenti si registrano all’app o le informazioni sul dispositivo da cui viene utilizzata» e continuerà a non poter usare queste informazioni per «l’invio di pubblicità o contenuti targhetizzati» come spiega l’avvocato Ernesto Belisario.

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Habemus novum DPCM intimet

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Giuseppe Conte ha firmato un nuovo Dpcm il 14 gennaio, che sarà in vigore dal 16 gennaio al 5 marzo.

Diverse le novità: la vendita d’asporto dopo le 18 sarà esclusivamente di cibo, non drink e bevande; i musei riaprono in zona gialla, ma solo nei giorni feriali; le piste da sci sono chiuse almeno fino al 15 febbraio, cinema, piscine e palestre fino al 5 marzo.

Clicca sull’immagine per leggere la versione integrale in formato pdf (29 pagine).

Liguria in zona arancione

Intanto la Liguria finisce in zona arancione: la conferma ufficiale è arrivata dal presidente della Regione, Giovanni Toti, che venerdì pomeriggio ha annunciato che «da domenica la Liguria passerà in zona arancione come mi ha appena comunicato il ministro Speranza».

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Pizza a colazione

Non sempre mi trovo daccordo con il governatore Toti ma su una cosa la penso come lui: le disposizioni che prevedono nel Dpcm in vigore dal 16 gennaio il divieto di asporto dopo le 18 sono una vera debbenaggine; e uso questo termine perche il sostantivo femminile “stronzata” è forse troppo scontato più che volgare!

Vada per la chiusura degli esercizi con disponibilità di tavoli per cenare a tale ora, la motivazione sarebbe lampante, evitare assembramenti; ma chiudere l’asporto alle 18 è assurdo, paradossale, palesemente idiota. Proprio quando l’asporto diviene, oltre che fonte di sopravvivenza per gli esercenti, necessità di approvvigionamento alimentare per chi lavora fino a tardi e, normalmente, esce alle 19:00, 19:30, 20:00 che sono i normali orari di chiusura di uffici, negozi eccetera, viene a mancare il supporto per far sopravvivere una benché risicata cena.
Mangereste una pizza alle 18, sempre che ne troviate il tempo? O forse dovremo abituarci a mangiare la pizza a colazione.

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